Esplora Venezia: storia, arte e cultura

Scopri i tesori nascosti e i luoghi iconici nel cuore della Serenissima

Il territorio di Venezia e le sue meraviglie

Nel cuore di Venezia, ogni angolo racconta una storia: dai ponti storici alle gallerie d’arte, fino alle piazze vivaci, un viaggio autentico tra cultura, tradizione e bellezza senza tempo.

Gallerie dell’Accademia

Il complesso monumentale delle Gallerie dell’Accademia occupa oggi la prestigiosa sede della Scuola Grande di Santa Maria della Carità, una delle più antiche confraternite laiche della città. Ne fanno parte integrante anche l’omonima chiesa di Santa Maria e il monastero dei Canonici Lateranensi, realizzato da Andrea Palladio. Il museo ospita la più ricca collezione di dipinti veneziani e veneti, dal Trecento bizantino e gotico agli artisti del Rinascimento, Bellini, Carpaccio, Giorgione, Veronese, Tintoretto e Tiziano per arrivare a Giambattista Tiepolo e ai vedutisti settecenteschi, Canaletto, Guardi, Bellotto, Longhi. Artisti che influenzarono tutta la storia della pittura europea.

Ponte di Rialto

Il ponte di Rialto è uno dei quattro ponti, insieme al ponte dell’Accademia, al ponte degli Scalzi e al ponte della Costituzione, che attraversano il Canal Grande, nella città di Venezia. Dei quattro, il ponte di Rialto è il più antico e sicuramente il più famoso. L’attuale ponte in pietra ad arcata unica, realizzato da Andrea Da Ponte in collaborazione col nipote Antonio Contin, fu completato nel 1591 durante il dogado di Pasquale Cicogna. Per quanto riguarda la progettazione, il da Ponte probabilmente ne fu il coordinatore, ma nella stessa sono accreditati anche Alvise Baldù e Vincenzo Scamozzi. La struttura è molto simile a quella del precedente ponte in legno, segno della corretta concezione originale. Due rampe inclinate, con negozi su entrambi i lati, portano ad una sezione centrale. Tutto il ponte è coperto da un porticato. Il progetto fu da alcuni considerato fin troppo audace dal punto di vista ingegneristico, al punto che secondo l’architetto Vincenzo Scamozzi il ponte sarebbe crollato. Il ponte invece resiste tuttora, ed è diventato uno dei simboli architettonici di Venezia.

Basilica di San Marco

La Basilica di San Marco è un monumento unico per la ricchezza della sua storia, la maestosità della sua facciata e del suo interno, splendido laboratorio in cui hanno operato per secoli grandi artisti italiani ed europei. Il carattere bizantino che la contraddistingue appare soprattutto nei grandi mosaici che narrano le storie di San Marco, ma anche gli episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento. La grandezza di Venezia si è sempre riflessa nell’arricchimento della Basilica: i veneziani l’hanno abbellita nel corso dei secoli portando dai luoghi più remoti manufatti preziosi ed opere d’arte, creando un monumento di grande compattezza. La luce soffusa che vi entra dall’alto sembra dividere il mondo terreno da quello soprannaturale splendente nelle volte per i suoi dorati mosaici. La vastità dei contenuti artistici ed iconografici e religiosi e la molteplicità dei risvolti storici necessari alla comprensione del ruolo svolto dalla Basilica nel corso dei secoli sono qui presentati secondo una precisa divisione per argomenti e livelli di approfondimento differenziati.

Scala del Bovolo

Il palazzo fu costruito tra il Tre e il Quattrocento come dimora dei Contarini “di San Paternian”, che dalla fine del Quattrocento, per via dell’aggiunta della scala a chiocciola, furono soprannominati “dal Bovolo”. Nel 1499 Pietro Contarini (forse Pietro di Giovanni, suocero di quel Pietro Maria Del Bovolo che nel 1502 sposò Contarina Contarini), Marco Contarini e Giovanni Battista Contarini, senatori della Serenissima Repubblica di Venezia, fecero aggiungere verso il cortile interno un piccolo corpo di fabbrica in stile rinascimentale, caratterizzato da una serie di logge aperte con archi a tutto sesto o ribassati. Nel 1717 il complesso passò a Giovanni Minelli che aveva sposato Elisabetta di Pietro Maria Contarini, ultima rappresentante della famiglia. All’inizio dell’Ottocento fu acquistato dalla ditta Emery, dalla quale fu affittato ad Arnoldo Marseille che vi aprì nel 1803 un albergo detto “del Maltese” (da qui la denominazione della corte del Maltese sulla quale si affaccia il palazzo). Nel 1852 fu ceduto per testamento alla parrocchia di San Luca e divenne sede della Congregazione di carità. Nel 1859, l’allora litografo Wilhelm Tempel condusse le sue prime osservazioni astronomiche dal belvedere della torre, con un telescopio di sua proprietà. Qui scoprì, il 2 aprile 1859, la cometa C/1859 G1, ed il 19 ottobre 1859 la Nebulosa di Merope nell’ammasso aperto delle Pleiadi. Il palazzo appartiene tuttora all’IRE di Venezia, acronimo per Istituzioni di ricovero e di educazione.

Museo della Musica

Punto di riferimento nel panorama musicale internazionale, Interpreti Veneziani sono giunti alla loro XXIV Stagione Concertistica a Venezia che conta più di 60.000 spettatori all’anno provenienti da tutto il mondo. Il grande talento dei musicisti che compongono questo gruppo, permette loro di interpretare il repertorio Barocco, Classico e Moderno con virtuosismo, emozionalità coinvolgente e varietà interpretativa, chiavi di volta al successo di pubblico e di critica ottenuti in ogni loro concerto. Fra le importanti affermazioni sono da citare la partecipazione al Festival di Melbourne, al Festival di Bayreuth, i concerti al Palazzo Reale di Stoccolma, la partecipazione alla telemaratona in mondovisione al Teatro Kirov per la rinascita del nome della città di San Pietroburgo, il concerto alla Symphony Hall di Osaka in diretta radiofonica per la radio giapponese, i concerti alla Suntory Hall e Kjoi Hall di Tokyo. Stati Uniti, Giappone, Canada, America Latina si alternano ogni anno nel loro calendario con concerti nelle sale più prestigiose. Quest’anno sono stati protagonisti di un tour in America del Sud che ha toccato i teatri principali in Perù, Ecuador, Panama, Costarica, Cile e Argentina, di una tournée in Brasile e una in USA. Il prossimo anno torneranno in Giappone, Australia e in Canada. L’attività discografica dell’ensemble Interpreti Veneziani vanta la produzione di un primo compact disc prodotto dalla casa discografica Musikstrasse con musiche di Giuseppe Tartini e 18 compact disc registrati con la casa discografica In.Ve.Nice Sound.

Gran Teatro la Fenice

Fondato nel 1792, il Teatro La Fenice è stato nell’Ottocento sede di numerose prime assolute di opere di Rossini (Tancredi, Sigismondo, Semiramide), Bellini (I Capuleti e i Montecchi, Beatrice di Tenda), Donizetti (Belisario, Pia de’ Tolomei, Maria de Rudenz), Verdi (Ernani, Attila, Rigoletto, La traviata, Simon Boccanegra). Con una capienza di mille posti, un’ottima acustica (ulteriormente migliorata dopo la recente ricostruzione seguita al devastante incendio del 1996), un’orchestra e un coro stabili di 98 e 66 elementi, un ampio pubblico internazionale che si aggiunge all’assiduo pubblico locale, la Fenice si pone tuttora come centro produttivo di primaria importanza, con più di cento recite d’opera all’anno, un’importante stagione sinfonica affidata a direttori di calibro internazionale (ricordiamo le frequenti collaborazioni con Myung-Whun Chung, Riccardo Chailly, Jeffrey Tate, Vladimir Temirkanov, Dmitrij Kitajenko, i cicli integrali delle sinfonie di Beethoven, Schumann, Brahms, Mahler e l’attenzione al repertorio contemporaneo, in particolare veneziano, con Nono e Maderna), spettacoli di balletto e concerti di musica da camera.

Teatro Comunale Carlo Goldoni

Il teatro Carlo Goldoni è il più antico teatro di Venezia ancora oggi esistente ed è il quarto più antico in assoluto della città, dopo il Teatro Michiel, il Teatro Tron (1581) e il Teatro di San Moisè (1613). Venne costruito dalla famiglia Vendramin nel 1622, di cui prese il nome. L’inaugurazione del teatro, chiamato anche di San Salvador e di San Luca, avvenne nell’autunno di quell’anno, con uno spettacolo della Compagnia “Gli Accesi” consegnava le sue commedie che gli venivano pagate subito, prima ancora di esser lette. La fiducia sulla capacità di Goldoni di comporre opere di successo e di sicuro richiamo era pressoché illimitata. Proprio per questo le sue entrate erano quasi raddoppiate e di particolare rilevanza era il fatto di essere libero di stampare le sue opere dove volesse o con quale editore gli fosse gradito.

Giardini della Biennale

Sede tradizionale delle Esposizioni d’arte della Biennale fin dalla prima edizione nel 1895, i Giardini sorgono verso il margine orientale di Venezia. Furono realizzati da Napoleone, agli inizi dell’Ottocento, dopo la distruzione di un quartiere popolare che comprendeva anche quattro chiese e tre conventi. I Giardini ospitano 29 padiglioni di paesi stranieri oltre al Padiglione Centrale. Alcuni padiglioni dei Giardini sono stati ideati e realizzati da celebri architetti. Il padiglione della Finlandia è un prefabbricato a pianta trapezia progettato da Alvar Aalto, montato nel 1956 con parti arrivate dalla Finlandia. Costruito interamente in legno, doveva durare una sola Biennale. Fu il successo ottenuto dalle prime edizioni della Biennale (oltre 200.000 visitatori nel 1895, 250.000 nel 1897 e oltre 300.000 nel 1899) a dare il via nel 1907 alla costruzione dei padiglioni stranieri. Una misura motivata logisticamente, ma anche utile al consolidamento della vocazione internazionale della Biennale.

Basilica dei Frari

La basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari, comunemente detta solo basilica dei Frari, è una delle chiese di Venezia e ha ricevuto nel 1926 da papa Pio XI il titolo di basilica minore. È situata nell’omonimo Campo dei Frari, nel sestiere di San Polo, ed è dedicata all’Assunzione di Maria. Si possono ammirare opere del Tiziano e del Bellini.

Palazzo Ducale

Il Palazzo Ducale, anticamente anche Palazzo Dogale in quanto sede del doge, uno dei simboli della città di Venezia e capolavoro del gotico veneziano, è un edificio che sorge nell’area monumentale di piazza San Marco, nel sestiere di San Marco, tra l’omonima piazzetta e il molo di Palazzo Ducale, contiguamente alla basilica di San Marco.

Ca’ D’Oro

La Ca’ d’Oro è un’antica residenza nobile del 15° secolo. Giovanni e Bartolomeo Bon costruirono questo edificio nel 1442 commissionati dal Procuratore di San Marco Marino Contarini. Questo splendido palazzo veneziano è un buon esempio del cambiamento dello stile da gotico a rinascimentale. I trafori in marmo del primo e secondo piano e i parapetti delle finestre e balconi, mostrano chiaramente gli elementi del tardo gotico, mentre il colonnato rivolto verso il canale e piccole finestre quadrate sulla parte destra, permettono di vedere le forme rinascimentali.

Peggy Guggenheim Collection

Il Palazzo che ospita il Museo è un edificio incompiuto, il Palazzo Venier dei Leoni, conosciuto proprio per questa caratteristica negativa di “Palazzo non finito”. Iniziato nel 1748 non venne mai completato, ed fu acquistato alla fine del 1948 da Peggy Guggenheim che per i successivi trent’anni ne fece la sua dimora dove custodiva la sua ricca collezione di opere d’arte che andava completando durante i suoi viaggi per il mondo. Aperto al pubblico dal 1951, conta più di 300 opere, alle quali si aggiunge una piccola collezione di opere provenienti da Africa, Oceania e altri paesi orientali. L’anno dopo la sua morte nel 1979, la Fondazione Solomon R. Guggenheim, secondo la volontà di Peggy apre il palazzo e la collezione al pubblico.

Basilica SS Giovanni e Paolo

Il palazzo fu costruito tra il Tre e il Quattrocento come dimora dei Contarini “di San Paternian”, che dalla fine del Quattrocento, per via dell’aggiunta della scala a chiocciola, furono soprannominati “dal Bovolo”. Nel 1499 Pietro Contarini (forse Pietro di Giovanni, suocero di quel Pietro Maria Del Bovolo che nel 1502 sposò Contarina Contarini), Marco Contarini e Giovanni Battista Contarini, senatori della Serenissima Repubblica di Venezia, fecero aggiungere verso il cortile interno un piccolo corpo di fabbrica in stile rinascimentale, caratterizzato da una serie di logge aperte con archi a tutto sesto o ribassati. Nel 1717 il complesso passò a Giovanni Minelli che aveva sposato Elisabetta di Pietro Maria Contarini, ultima rappresentante della famiglia. All’inizio dell’Ottocento fu acquistato dalla ditta Emery, dalla quale fu affittato ad Arnoldo Marseille che vi aprì nel 1803 un albergo detto “del Maltese” (da qui la denominazione della corte del Maltese sulla quale si affaccia il palazzo). Nel 1852 fu ceduto per testamento alla parrocchia di San Luca e divenne sede della Congregazione di carità. Nel 1859, l’allora litografo Wilhelm Tempel condusse le sue prime osservazioni astronomiche dal belvedere della torre, con un telescopio di sua proprietà. Qui scoprì, il 2 aprile 1859, la cometa C/1859 G1, ed il 19 ottobre 1859 la Nebulosa di Merope nell’ammasso aperto delle Pleiadi. Il palazzo appartiene tuttora all’IRE di Venezia, acronimo per Istituzioni di ricovero e di educazione.

Palazzo Grassi

Palazzo Grassi si presenta completamente rinnovato, grazie alla ristrutturazione e al restyling avvenuti sotto la supervisione di François Pinault, Presidente di Palazzo Grassi S.p.A., che ha affidato a Tadao Ando i nuovi interni del palazzo settecentesco. Con il proprio stile minimalista, il celebre architetto giapponese ha trasformato i 3.000 metri quadrati di spazi, dando vita a un ambiente ideale per esporre opere d’arte moderna e contemporanea.

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